Bello quando era tutto così semplice, no? Due porte più in là, due città più in su, ed il gioco era fatto.
Che poi stasera-ironia della sorte-mi è capitato di rivedere un film, un film mi ricordo di aver visto al cinema proprio quando-tre o quattro anni fa, le cose erano appunto molto più facili. Mi intristì allora, mi ha intristito oggi; il fatto è che all’epoca quantomeno sapevo cosa fare, anche se magari non come, anche se magari mi mancava la tempistica e l’esperienza.
Oggi invece è del tutto diverso, e la cosa preoccupante è l’assenza di ogni coerenza: ci si può svegliare ogni mattina con un’idea, con un proposito, e arrivare alla sera avendoli mutati in modo pressoché integrale? Evidentemente è possibile, però è logorante.
Tremendamente logorante.
(a cosa dovrebbe servire, cosa dovrebbe fare il tempo, scusami?)
Ahimé, l’uomo ritorna eternamente! L’uomo piccolo ritorna eternamente.
24/09/2010 alle 2:10 am |
Non ripeterò inutili sproloqui,vorrei poterti aiutare però,e parlarne di persona che è la cosa che mi manda più in bestia non poter fare.
Rassegnarsi ad arredare il tunnel non mi sembra ancora la soluzione ideale.
Baci,frega-post.