Devo scrivere, altrimenti scoppio. Devo scrivere, anche se è inutile, e non servirà a niente. Dovrei star zitto, lo so, dovrei evitare di far fiato a voci che chiedono solo di essere messe a tacere, trattenermi, porre un freno a cose che non sono in grado di controllare. E invece no, questa pagina rimane aperta, queste dita continuano a scrivere, e io stesso continuo a creare problemi su problemi, che di certo non avranno facile soluzione. E non solo, so benissimo che la mia testa continuerà a vorticare, so benissimo che continuerò a non avere nessuna certezza, so benissimo che potrei pentirmi di questo gesto decine di volte.
Ma questa sera va così, e anzi, potrei persino usarla come ‘ricordo’, come ‘base’, come qualcosa di seppure solo lontanamente positivo.
E poi il fuoco purifica, no?
Io indovino proprio quello che sei: tu sei diventato l’incantatore di tutti, ma per te non ti resta né una bugia né un’astuzia, – sei a te stesso disincantato!